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LA REPUBBLICA - SALUTE
Agli anziani fanno bene Tai Chi e Qi Gong


LE RICERCHE

I numerosissimi lavori pubblicati negli ultimi dieci anni permettono di individuare i più frequenti campi di applicazione clinica e le possibilità terapeutiche delle ginnastiche mediche cinesi. «Alcuni ricercatori americani affermano che il Tai Chi può essere utilizzato per aumentare l’equilibrio e la stabilità con conseguente riduzione delle cadute; (si pensi all’incidenza della fratture nell’anziano)» spiega Ettore De Giacomo, docente ai corsi di perfezionamento di agopuntura dell’Università di Milano (www.naturmed.unimi.it),«per favorire le funzioni cardiorespiratorie; per riabilitare pazienti affetti da esiti di infarto miocardio acuto o artrite reumatoide; per ridurre il dolore, l’ansia e l’insonnia.

Studiosi australiani hanno scoperto che la pratica del Tai Chi induce un incremento delle secrezioni urinarie di noradrenalina e una riduzione della concentrazione del cortisolo nella saliva con conseguente riduzione dello stato di tensione, fatica e allarme».
Per quanto riguarda la geriatria, si sono riscontrati notevoli effetti del Tai Chi sulla stabilità posturale dell’anziano, sull’elasticità dei movimenti e, quindi, sulla prevenzione delle cadute e delle conseguenti fratture. Sul Qi Gong, in particolare, (utilizzato anche come ginnastica propedeutica di preparazione alle arti marziali), «alcuni studi sembrano confermare che stimoli la rigenerazione ossea e, quindi, combatta anche l’osteoporosi», continua De Giacomo.

Ulteriori conferme arrivano da uno studio pubblicato sulla Rivista italiana di medicina tradizionale cinese (gennaio 2004) sulla prevenzione e terapia delle malattie geriatriche con l’utilizzo della ginnastica medica cinese e, in particolare con l’applicazione del protocollo del "volo della fenice" che fa parte del Qi Gong.

«Lo studio», afferma il professor Lucio Sotte, «ha esaminato i risultati ottenuti in un gruppo di 150 anziani del comune di Civitanova Marche che hanno praticato per tre mesi con una frequenza bisettimanale. Ad un generale miglioramento di tutti i parametri considerati, si sommano risultati particolarmente significativi relativi alla diminuzione del dolore di origine articolare».
Il "volo della fenice" prevede l’insegnamento di quattro serie di esercizi. Si tratta di tecniche di automassaggio, esercizi per i tendini e per i midolli, tre passi per il riequilibrio yinyang, sei ideogrammi e sei suoni. «Particolarmente significativo è stato il miglioramento del 62,4% dei dolori articolari» dice ancora Sotte, «del 25,6% dello stato di astenia fisica e psichica, del 29,6% delle condizioni dell’arto inferiore e del 26,9% dello stato dell’intestino. Alcuni partecipanti (il 15,3%) hanno riferito di praticare volentieri gli esercizi perché si sono sentiti più sciolti».



 

Ortopedia


Più mobili con il Tai Chi
Praticare l’antica arte marziale cinese del Tai Chi potrebbe migliorare le possibilità di movimento nei pazienti affetti da artrite reumatoide. Da tempo la disciplina cinese è considerata adatta a chi soffre di malattie articolari degenerative, grazie al fatto che i carichi sulle articolazioni sono bassi così come la velocità di esecuzione dei movimenti. Se in un recente studio, pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society, era stata evidenziata una protezione esercitata dal Tai Chi sulle cadute, altrettanto non era mai stato fatto per quel che concerne l’artrite reumatoide.
Lo studio statunitense, invece, pur non evidenziando nessun beneficio nell’evoluzione della malattia per effetto dell’arte marziale, ha rilevato un significativo miglioramento nella mobilità delle articolazioni, delle gambe e delle anche in particolare.
Inoltre i ricercatori hanno riscontrato un maggiore coinvolgimento dei pazienti nei programmi di esercizio rispetto a quelli tradizionali.


Muoversi senza strappi
L’artrite reumatoide, come noto, è una malattia autoimmune caratterizzata dall’infiammazione dei tessuti di rivestimento delle articolazioni, che affligge oltre sei milioni di persone nel mondo. L’infiammazione provoca la perdita della funzione articolare e, con il tempo, distrugge l’articolazione in modo irreversibile. Una malattia fortemente condizionante per il cui trattamento attualmente si utilizzano diversi approcci che mirano a ridurre l’infiammazione e il dolore, oltre a prevenire la disabilità e a rallentare la progressione della malattia.
Il Tai Chi a sua volta è una disciplina marziale cinese che risale al tredicesimo secolo, in cui l’attenzione è centrata sulla respirazione diaframmatica, sull’equilibrio e sulla plasticità delle posizioni. Il Tai Chi, come del resto il nuoto, la ginnastica nell’acqua e lo yoga, sono forme di esercizio che si possono eseguire lentamente e con dolcezza in modo da non creare ulteriori disturbi. Si tratta di esercizi, particolarmente utili, perciò, nel trattamento dell’artrite, visto che le articolazioni quando non vengono usate tendono a irrigidirsi.


Esperienze positive

La conferma viene dallo studio, apparso sul Cochrane Database of Systemic Reviews, nel quale i ricercatori hanno passato in rassegna quattro trial caso-controllo, nei quali erano stati esaminati rischi e benefici dei programmi di esercizio che hanno utilizzato il Tai Chi per il trattamento dell’artrite reumatoide.
I trial hanno coinvolto oltre 200 persone che hanno praticato la disciplina cinese da otto a dieci settimane non ricevendo nessuna terapia, messi a confronto con pazienti impegnati in esercizi standard.
Ebbene il Tai Chi ha evidenziato un blando effetto sulle più comuni misure di severità della malattia come la capacità di praticare le attività quotidiane o il gonfiore delle articolazioni. Ma uno degli studi ha mostrato un significativo miglioramento dalla pratica del Tai Chi per la mobilità dell’anca. E preservare una buona mobilità – osservano i ricercatori – può ridurre le future disabilità. In più i pazienti nei programmi di Tai Chi hanno mostrato maggiore costanza ed entusiasmo rispetto ai gruppi di controllo impegnati in esercizi più tradizionali. Risultati promettenti – commentano i ricercatori – anche se non tali da incontrare il “gold standard” della ricerca scientifica.
Per intendersi non è stato osservato alcun miglioramento complessivo per il dolore o la qualità della vita. Ma i pazienti che fanno Tai Chi migliorano la loro mobilità e si divertono.
Un risultato da non sottovalutare.


Fonte
Han, A. Cochrane Database of Systemic Reviews, July 19, 2004 online edition; issue 3.


 
 
 
 
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